Fotovoltaico: guida pragmatica contro gli inganni del mercato
Prima regola ECON: non comprare kW. Compra autoconsumo.
Il valore del fotovoltaico sta soprattutto in una cosa: l’energia che produci e usi subito.
energia autoconsumata = valore alto (ti evita acquisti dalla rete)
energia immessa in rete = valore più basso (dipende da regole e prezzi)
Tradotto: un impianto può produrre tantissimo e rendere poco, se tu non sei in grado di usarne una parte importante nelle ore giuste.
I 5 inganni da evitare
1) Il prezzo dell’energia “dopato”
Uno dei trucchi più frequenti è calcolare il rientro usando picchi di prezzo eccezionali (o scenari troppo ottimistici).
Risultato: il ROI sembra bellissimo… sulla carta.
Approccio pragmatico:
ragiona su medie storiche e trend realistici
chiedi sempre quali ipotesi sono state usate per prezzo energia, autoconsumo, degrado moduli, manutenzione
Domanda da fare al venditore:
“Su quali prezzi energia avete costruito la simulazione? Posso vedere le ipotesi?”
2) La trappola del “futuro elettrico”
“Mettiamo più kW oggi, così sei pronto per auto elettrica / pompa di calore tra 10 anni.”
Sembra intelligente, spesso è solo sovradimensionamento mascherato.
Perché? Perché paghi oggi potenza che non stai sfruttando, allungando i tempi di rientro.
Approccio pragmatico:
dimensiona su consumi attuali e certi
pianifica ampliamenti futuri solo se ci sono evidenze (acquisto già programmato, lavori imminenti, ecc.)
Domanda da fare:
“Quanta parte di questo impianto sarà sfruttata dal primo giorno?”
3) Batterie: “cuore vs portafoglio”
La batteria è un tema emotivo: autonomia, indipendenza, sicurezza.
Ma economicamente non sempre torna: spesso il rientro della batteria si avvicina alla sua vita utile.
Approccio pragmatico:
la batteria ha senso quando aumenta davvero l’autoconsumo e quando il profilo di consumo lo richiede
se i consumi sono già concentrati di giorno, spesso l’investimento è meno prioritario
Domanda da fare:
“Quanto aumenta l’autoconsumo con la batteria? In numeri, non in slogan.”
4) “Risparmio 80–90%”: la promessa che quasi sempre inganna
Ridurre la bolletta tanto è possibile, ma quei numeri spesso arrivano da:
calcoli che includono cose non confrontabili
assunzioni ottimistiche
confusione tra energia prodotta e energia autoconsumata
Approccio pragmatico:
in molte situazioni “standard”, senza batterie, il risparmio reale può essere più contenuto
il punto non è la percentuale: è il dato realistico sul tuo profilo di consumo
Domanda da fare:
“Questa percentuale è calcolata sulla mia curva di carico o su medie teoriche?”
L’illusione della “rata a zero”
“Paghi una rata uguale al risparmio.”
È una formula di vendita potente, ma spesso nasconde:
interessi e costi accessori
stime di risparmio gonfiate
durate lunghe
Approccio pragmatico:
il finanziamento va valutato come un prodotto finanziario: Tasso, durata, costi, penali
il risparmio va calcolato su scenari conservativi, non “perfetti”
Domanda da fare:
“Mi fate vedere un confronto chiaro tra rata, ipotesi e scenario conservativo?”
Promessa venditore vs realtà pragmatica (la tabella che salva dai guai)
Quando leggi un preventivo, non farti ipnotizzare dalla cifra finale. Cerca questi 4 punti:
Tempo di rientro: su quali ipotesi?
Risparmio: quanta parte è autoconsumo reale?
Batteria: è davvero necessaria o è “bundle” commerciale?
Dimensionamento: è basato su consumi reali oppure “più è grande meglio è”?
La guida ECON alla decisione pragmatica
Step 1 — Analisi dei consumi reali (la parte che quasi nessuno fa bene)
Per progettare bene serve capire:
quando consumi (ore, picchi)
quanta energia usi in fascia diurna
se hai abitudini compatibili con la produzione
Il fotovoltaico non si indovina. Si progetta.
Se non hai i dati: si ricostruisce una curva partendo da bollette e abitudini, e si simula.
Step 2 — Valore dell’immobile (non solo bolletta)
Un impianto progettato bene non è solo risparmio: è miglioramento patrimoniale (valore percepito e reale dell’abitazione).
Ma vale solo se è dimensionato correttamente e installato con logica tecnica.
Step 3 — Alternative efficienti (spesso più rapide della batteria)
Prima di investire in accumulo, spesso conviene ottimizzare:
gestione dei carichi (spostare consumi nelle ore buone)
climatizzazione e pompe di calore ben dimensionate
logiche di autoconsumo “guidato” (quando tecnicamente sensato)
Mini check-list rapida (da salvare)
Se vuoi una regola semplice, eccola:
Conviene quando:
hai consumi significativi di giorno oppure puoi spostarli
il dimensionamento è basato su dati reali
il preventivo è trasparente su ipotesi e scenari
Attenzione quando:
il rientro è “troppo perfetto” senza spiegazioni
ti vendono kW extra “per il futuro” senza piano reale
la batteria è proposta come obbligatoria senza numeri